I 10 prompt che chi lavora nella cultura usa ogni settimana
Dieci compiti reali di museo, galleria e associazione culturale. Un prompt pronto da copiare per ciascuno, e l’istruzione successiva, quella che distingue un testo utilizzabile da un testo generico.
Un prompt per compito, scritto per il contesto italiano, non tradotto da esempi di marketing
La seconda istruzione in ogni pagina, che è dove la qualità sale.
L’anatomia del prompt in cinque blocchi, per scriverne di propri.
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Dieci compiti, un’istruzione scritta per ciascuno
La maggior parte delle guide sull’IA per la cultura spiega cosa può fare la tecnologia. Questa non lo spiega: dà le istruzioni già scritte e testate su compiti concreti del settore, pronte da incollare in qualsiasi assistente di testo.
Un prompt non è una richiesta. È un’istruzione in cinque blocchi.
Quando usarlo
Ogni pagina si apre con la situazione esatta in cui quel prompt serve. Non si cerca, si riconosce.
Il prompt
Si copia per intero. Basta sostituire ciò che è tra parentesi quadre, segnato in ocra.
La seconda istruzione
La richiesta che si fa subito dopo, sempre. La prima risposta è materia grezza, la seconda è lavoro.
Una volta riconosciuta la struttura, si scrivono prompt propri senza copiare nulla.
Una pagina della guida, senza tagli
Questa è la pagina 3 di 15, esattamente come sta nel PDF.
Abbassare il livello di lettura senza infantilizzare
Quando usarlo: il testo di sala è corretto, ha 300 parole e nessuno lo legge in piedi.
Il prompt
Riscrivi il testo di sala che incollo qui sotto per un visitatore adulto senza formazione in [area], che lo leggerà in piedi in circa 40 secondi. Regole: massimo 90 parole; frasi con meno di 20 parole; al massimo due termini tecnici, ciascuno spiegato dentro la stessa frase, mai in nota. Mantieni rigore fattuale assoluto: non aggiungere nessuna informazione che non sia nell’originale. Segnala tra parentesi quadre qualsiasi punto in cui l’originale sia ambiguo o manchino dati per semplificare senza tradire. In italiano. [incollare testo originale]
La seconda istruzione
Elenca ora tutto ciò che si è perso rispetto all’originale, in ordine di importanza, così da poter decidere cosa fare rientrare.
Il divieto di aggiungere informazioni è ciò che distingue semplificare da inventare. L’elenco di ciò che si è perso restituisce la decisione a chi ha la responsabilità scientifica sul testo.
Per chi è stata scritta
Serve a:
Responsabili della comunicazione di musei e gallerie.
Addetti ai servizi educativi.
Documentalisti e responsabili delle collezioni.
Direzioni e gestori di associazioni culturali.
Squadre da una a cinque persone, che fanno tutto.
Non serve:
Chi cerca un’introduzione teorica all’intelligenza artificiale.
Chi vuole valutare strumenti e confrontare modelli.
Chi si aspetta di automatizzare il lavoro senza rivederlo.
Chi pubblica questa guida
Studio Artefacta lavora su IA e gestione pratica per professionisti della cultura, in Italia e in Portogallo.
I prompt di questa guida sono stati scritti su compiti reali del settore e rivisti da chi quei compiti li ha già fatti, non generati a partire da elenchi generici di produttività. Qui non si vende teoria: si vende quello che si applica il lunedì mattina.
Domande frequenti
Dieci istruzioni, pronte da usare oggi
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